ice cream sandwich per samsung galaxy s


Alla faccia di samsung che ritiene il samsung galaxy s obsoleto e con un hardware non abbaastanza potente per supportare ics, i ragazzi del team cyanogen hanno presentato da pochi giorni la RC3 della loro rom ICS.
Non ho potuto fare a meno di testarla perchè, da quando si legge sulle pagine di XDA, tutto funziona perfettamente. Il san Tommaso che è in me ha fatto si che il dito si spostasse velocemente sul link per il download. Fatto un bel backup della rom installata in precedenza, parte l’installazione di ics.
Il primo avvio non è andato a buon fine. Riavvio in recovery e faccio un bel wipe. Riparto e il sistema si carica con qualche difficoltà. Lascio che tutto si assesti per circa due minuti e riavvio per l’ennesima volta, un po’ sfiduciato ed ancora più felice di aver fatto per prima cosa il backup della rom precedente (che era poi la leaked 2.3.6. della samsung con il value pack e kernell semaphore).
Contro ogni mia più rosea aspettativa il sistema riparte in pochi seconti e inizia la configurazione di ICS. Aggiungo l’account google e mi ritrovo presto a dover constatare che il sistema è FLUIDISSIMO E SENZA IMPUNTAMENTI. Allora configuro tutti i miei account (da facebook a twitter), installo tramite titanium backup le mie app e in 25 minuti mi ritrovo con il telefono perfettamente funzionante.
L’impatto con ICS è dei più facili per me che ho anche un tablet honeycomb (il primo asus transformer) ma ancora più fluido e migliorato in tante piccole cose.
Funziona bene anche la fotocamera, lo zoom, la videocamera con filmati in 720p. Tutte le mie apps sono compatibili con ics, molte mostrano anche l’anteprima del widget.
Anche la connessione al viva voce in auto (quello seat e quindi quello del gruppo VW) funziona alla grande, tel subito riconosciuto, niente disconnessioni improvvise, rapido accesso alla rubrica.
Insomma, dopo un giorno di utilizzo intenso, posso dire che questa RC3 è davvero perfetta. Nessun riavvio o impuntamento, battery life nella norma, anzi, forse un pelo superiore rispetto alle rom utilizzate fin’ora.
Direi che bisogna fare al team cyanogen un altro grosso applauso per aver prodotto, in barba al produttore coreano ed al ridicolo value pack rilasciato pochi giorni orsono, una rom ICS che nella sua versione finale sarà davvero un must have per tutti i possessori di questo device e che ne allungherà sensibilmente la vita.
Piccola considerazione personale: “Cara Samsung, ora come ora mi space quasi dover cedere il mio sgs per il prossimo arrivo del galaxy nexus; va così bene ed è così “fico” che quasi quasi….”
Scherzi a parte (ovvio che il galaxy nexus è un prodotto completamente diverso), questa rom è davvero un ottimo motivo per tenersi in tasca qualche euro insieme al buon vecchio galaxy s;)
Vi lascio con alcun screenshot

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HTC Hero: telefono, palmare, navigatore e molto altro


AGGIORNAMENTO IMPORTANTE!

é FINALMENTE on line il pre aggiornamento di Hero ad android Eclair 2.1. L’aggiornamento installa nuove fuznionalità del lettore youtube e la possibilità di aggiornare l’Hero via FOTA. L’aggiornamento ad Eclair 2.1 dovrebbe arrivare il 18 giugno….teniamo le dita incrociate!
Per avere l’aggiornamento subito, cambiate la data del vostro Hero a un qualsiasi giorno del 2011…FUNZIONA! 

Oggi esco dal campo fotografico per parlarvi di un mio recente acquisto. Si tratta dell’HTC Hero, telefono basato su android.
Per chi non lo conoscesse, android è il sistema operativo messo a punto da Google che equipaggia già molti telefoni cellulari di nuova generazione tra i quali il famoso Nexus One, chiamato affettuosamente anche Gogglefonino. Apple ha dichiarato guerra aperta a Google anche perchè android sta facendo passi da gigante equipaggiando sempre più telefoni in giro per il mondo di diverse case tra cui motorola, sony ericsson, ecc. Anche microsoft sta rispondendo all’avento di android lanciando seven mobile.
Android quindi non è solo un sistema operativo open source (con codice aperto); oltre a funzionare molto bene ed essere molto customizzabile, ha avuto il pregio di squotere il mercato e di abbatere il monopolio apple iphone, a tutto vantaggio del consumatore.
Torniamo all’Hero ed alle sue caratteristiche. Più che di quelle strettaemnte tecniche, come la velocità del processore, ecc. vi racconterò delle caratterstiche relative all’utilizzo che ne faccio in modo tale da darvi delle informazioni diverse da quelle che trovate in rete.

FORMA: il telefono ha una forma pigata nella parte inferiore che lo fa apparire subito “diverso” e lo rende ergonomico in fase di telefonata e comodo da tenere nella tasca dei pantaloni. La copertura nella parte posteriore è di un materiale soffice al tatto, molto piacevole. Il peso è irrisorio, non lo si sente quasi in tasca.

NAVIGAZIONE: se non configurato, il telefono è predisposto per la connessione al web dei vari operatori telfonici italiani. Ciò rappresente una scelta performante ma quanto mai anti economica vista la quasi totale assenza di promozioni web per il telefono. TIM, ad esempio, applica una tariffa di 6 centesimi di euro a Kb scaricato…..Vuoi dire che con una navigazione anche non molto intensa ed in assenza di promozioni, si spendono centinaia di euro al mese. Se avete intenzione di utilizzare la navigazione sul telefono, attivate presso l’operatore una promozione per la navigazione wap (il costo varia da 10 a 12 euro circa al mese) e potrete dormire sonni tranquilli, certo a patto di configurare il telefono non più per la navigazione web ma per quella wap. La configurazione è semplicissima e tutti gli operatori offrono una guida specifica.
Ciò premesso la navigazione appare fluida sia con connessione wap che con rete wireless.
Il Browser installato non è male e permette di zummare le pagine con le due dita. E’ possibile installare anche OPera mini, gratuitamente, un browser ottimo e con una velocità di caricamento pagine e ricerca impressionanti. Ultima annotazione: comodissima la trackball del telefono per scrollare le pagine;)

PERSONALIZZAZIONE: ho trovato davvero utile avere 6 pagine principali completamente castomizzabili in modo semplice ed intuitivo. Premi una parte vuota dello schermo, si apre una pagina con le varie applicazioni e da lì trasnini l’icona o il widget nella posizione che preferisci. Io mi sono fatto la pagina dei contatti telefonici e web, quella con le applicazioni “da viaggio” come il navigatore satellitare, la bussola, ecc. , altre dedicate all’intrattenimento ecc. Ovviamente anche lo sfondo è personalizzabile, anche utilizzando delle specifiche applicazioni.

APPLICAZIONI ANDROID MARKET: molto vasto e ben assortito il, relativamente nuovo, market di android. Ci sono molte applicazioni valide, ovviamente gratuite. Ho trovato particolarmente interessanti queste:

– handcent sms: programma sms molto valido e pratico
– Opera Mini: browser molto pratico che completa l’originale installato
– Photoshop mobile: orginale adobe e completamente gratuito con una buona dose di effetti carini per le vostre fotografie
– Places Direcotry: trova ogni cosa che cercate: bar, attrazioni, banche, ecc con tanto di recensioni
– Layar: software di realtà aumentata da provare.
– 3banana notes: provatelo, eccellente!
– Music on line: scarica mp3 dalla rete a costo zero e di ottima qualità
– WordPress: software originale per aggiornare il vostro blog!!!
– Mabilo Wallpapers: centinaia di sfondi per categoria, gratis!!
– Tube Downloader: ottimo per scaricare video da daily motion, youtube, ecc
– Meridian: bel lettore di video e audio files
– ES file explorer: per condividere i file della rete o via ftp, bluetoot
– Net Counter: per tenere sotto controllo il volume del traffico tramite rete cellulare o wi-fi
– Antivirus: ….antivirus
– Uninstaller: ….uninstaller
Direi che queste sono quelle “essenziali” almeno per me, poi ce ne sono migliaia, vi basta fare un giro sul market ed inserire nel motore di ricerca cosa volete. C’è davvero di tutto.

FOTOCAMERA E VIDEOCAMERA: entrabe buone. La fotocamera da 5Mpx non è male anche se la messa a fuoco non è sempre precissisima, ma forse in campo fotografico sono decisamente troppo esigente per le potenzialità che può offrire il telefono.

LINK UTILI: http://www.android.com/market/  – http://www.htc.com/it/product/hero/overview.html – http://www.htchero.it/ – http://www.telefonino.net/HTC/prove/n1611/HTC-Hero.html

CONCUSIONI: beh, sono davvero soddisfattissimo! presu su Mr. Price a poco più di 300 euro, tramite gmail mi sono configurato tutti gli account di posta elettronica (personali e di lavoro) e ricevo tutto tramite push a costo zero.

Legge i file excel, word e pdf. La navigazione è comodissima e veloce, l’utilizzo estremamente semplice ed intuitivo. Lo schermo è anti ditate (a meno di non aver gicato con il grasso di balena senza lavarsi le mani) ed il vivavoce potente e preciso. In più, con è compatibile al 100% con i sistemi bluetoot del gruppo WW e Fiat (provato su Leon e Mito). Decisamente vale tutti i soldi che costa, anche qualcosa in più. Inoltre sta per arrivare l’atteso aggiornaemento alla versione 2.1 di android (eclair); le voci lo danno per il 16 aprile, ma comunque entro fine maggio.

Se avete altre osservazioni o domande in merito vi prego di commentare questo articolo.

Alessando Piazza

Pulire il sensore della vostra reflex: è semplice, guardate qui…


Questo argomento è certamente uno dei più dibattuti su internet e non solo. Cominciamo con il dire che noi, in realtà, usiamo dire “pulire il sensore” mentre quello che in realtà puliamo è il “vetrino” apllicato a protezione dello stesso.

Ciò premesso, diciamo anche che i nuovi modelli di reflex hanno sistemi che, attraverso l’uso di microvibrazioni allo spegimento od all’accensione della fotocamera, limitano molto il formarsi di polvere sul sensore. Ciò non toglie che ad ogni cambio obiettivo, un certa quantità di schifezze, finisca inevitabilmente per finirci sopra. Ma come ci si accorge di avere un sensore sporco? Beh, nei casi meno eclatanti, la porva si può fare inquadrando un colore uniforme (foglio di carta, cielo blu, ecc), si chiude il diaframma al massimo e si scatta. Vedendo l’immagine risultante capirete, in base al numero di punti neri sul fotogramma, se il sensore ha bisogno di una sana pulita. RACCOMANDAZIONE: se i puntini sono presenti solo a f32 e gia a 22 spariscono, chiedetevi quante foto fate a f32 e lasciate in pace il poveretto ancora per qualche mese;)
Diamo per scontato che il sensore sia da pulire: come ci si comporta?
Io comincio con il dirvi cosa non fare:

  1. Non utilizzate aria compressa con propellente, spararne un po’ sul sensore non è edificante;
  2. non utilizzate pennelli con setole animali, le setole si staccano e finiscono nel sensore;
  3. non utilizzate le classiche pompette in quanto spesso hanno al loro interno dei residui di talco;
  4. assicuratevi di avere le batteria della fotocamera al massimo
  5. non state in luoghi con molta polvere (scrivania con pc poggiato sopra, ecc.)
  6. NON USATE ALTRI TIPI DI ALCOOL CHE NON SIANO QUELLO ISOPROPILICO!!! altrimenti il vetrino sopra lo sporcate ancora di più ed in modo permanente, in più potete provocare una collisione planetaria. Per citare una frase molto hold school “incrociare i flussi è male!”

Bene, esauriti i consigli sul “non si fa”, veniamo al da farsi.

NOTA: questo metodo non è il solo che si può utilizzare,  ma forse è quello con un rapporto qualità prezzo migliore.

Il materiale che dovete avere prima di cominciare è:

  • flacone di alcool isopropilico puro (quello per pulire le ottiche dei lettori cd o i contatti elettrici) circa 7 euro per mezzo litro di prodotto.
  • palette Visible Dust verde o arancio della dimensione del vostro sensore (circa 20 euro per 12 pezzi)
  • un flacone di aria compressa senza propellente (5 euro circa) o, ancora meglio, le bombolette d’aria con il tubicno aspirante. se controllate su internet ne trovate parecchie
  • batteria macchina fotografia completamente carica.

Bene, siete pronti per procedere. Togliete l’obiettivo e date una bella pulita alla camera senza aprire lo sportello del sensore. Liberatevi di tutte le impurità, date una pulita anche allo specchio e assicuratevi che non ci siano residui.

Aprite lo sportello del sensore, spruzzate l’aria (senza propellente mi raccomando) o aspirate senza toccare il vetrino del sensore.

Prendete la vostra palettina e metteteci non più di due goccie di alcool isopropilico. Date due belle passate sempre nella stessa direzione, sopra ilvetrino del  sensore. Girate la paletta dalla parte asciutta e passate una volta.

Chiudete lo sportello e siete pronti per fare uno scatto a f32. Fatto? Come noterete non c’è più traccia di polvere e, se così non fosse, ripetete il trattamento.

Come vedete non c’è nulla di complicato, c’è solo da stare attenti. Badate bene di non premere troppo durante il passaggio con la paletta. Non c’è bisogno di sudare; il vetrino non è fatto di carta velina trasparente o delicato come le ali di una farfalla, basta non premerci sopra con tutti il peso del corpo ok?;)

Pulisco così il sensore da molto tempo e posso dire di essere completamete soddisfatto. Se non ve la sentite, mandate la vostra reflex in un centro assistenza dove, per cifre dai 50 ai 70 euro, in pochi giorni vi ridaranno la macchina come nuova.

PS

l’autore non si prende nessun tipo di responsabilità su eventuali danni causati dall’attuazione della presente procedura.

Autore: Alessandro Piazza

San Francisco: la più europea delle città americane?


Inizio il racconto del viaggio proprio da San Francisco, prima tappa del nostro lungo viaggio. Arriviamo a tarda sera, sono le 21.00 locali. L’impatto è forte, mille luci immerse in una nebbia che dal mare e dalle colline si stente morbidamente sul tetto della città come una coperta. Il riverbero delle luci rende romantica la visione che ne abbiamo dall’autostrada.
Il viaggio in taxi dall’aeroporto è significativo: il taxista è davvero pazzo e simpaticissimo: fa un delle gincane con sgommata ad un semaforo poi mi dice: “non voleva farci passare, allora ho dovuto fare un po’ di numeri! tranquilli però ok?”. Scoppiamo a ridere. Subito dopo “cippa“ clamorosamente il nostro hotel, glie lo diciamo, ci riporta indietro…thank’s to visual strett di google maps;)
L’hotel è in centro con annesso lounge bar in perfetto stile San Francisco: gente mezza ubriaca, musica funky e tanta allegria ad accoglierci all’ingresso. L’hotel però è silenzioso, si dorme bene, letti ok ed anche la camera. Ah, dimenticavo: ragazzo della reception del Best Western Hotel California di San Francisco? Si, si, tu con gli occhiali neri, VAFFANCULO! Anche a te, tipa “ciaina”…va che se sorridi non ti si spacca la faccia!!!
Ritorniamo al racconto: la camera è carina, noi stravolti ci addormentiamo guardando le pale del ventilatore chiedendoci: perché non le abbiamo spente?
Il mattino seguente la città, avvolta nella nebbia, ci attende. È domenica, sono le 8.00 e siamo già per strada. Camminiamo moltissimo: dal centro città fino al molo Pier 39; da lì lombard street poi China Town e torniamo in albergo uccisi. Durante la giornata vediamo Alcatraz, mangiamo una pagnotta con granchio e vongole (na’ mezza “sola”) granchi lessi…Abbiamo tempo per una cena ma ci addormentiamo vestiti sul letto alle 19.30…
È di nuovo mattino: mezzi pubblici, cable car, pullman fino al Golden Gate e ritorno.
Abbiamo visto la classica San Francisco, itinerario da guida turistica quindi, troverete le stesse indicazioni sulla vostra. Io perciò, non mi ripeto, né dilungo.
Quello che faccio è darvi qualche consiglio parlandovi di qualcosa che sulle guide non trovate.
Cominciamo dalla città in sé: secondo noi è la città più europea degli USA. La gente, al contrario che negli altri posti degli USA, sembra in salute, attenta al moto, all’attività fisica all’aria aperta ed all’alimentazione (per quanto possibile sia negli States…). Le costruzioni, tranne che in market street, sono piuttosto basse, per lo più “villette” mono famigliari. Sembra molto a dimensione d’uomo. C’è traffico in poche vie del centro e la sensazione è che la gente ci viva serenamente. Tutto questo in contraddizione con la pericolosità di vivere in una zona di faglia con la probabilità che si scateni un cataclisma di dimensioni epocali da un momento all’altro.
Il vento la fa da padrone nella città della baia, così come la nebbia, tratto distintivo di tutta la vita diurna e notturna che sia. Questo significa possibilità di giornate fredde anche in estate, umidità alla mattina e cielo quasi sempre sul grigio.
Le attrazioni di San Francisco….per noi abituati alle città d’arte europee è stato un bel salto concepire che un ponte in ferro, una strada a porfidi di cento metri o un molo con delle foche fossero i “monumenti” alla stregua di notredam, il colosseo piuttosto che il castello di praga. Nonostante quest’approccio non proprio positivo, San Francisco si rivela davvero piacevole. Lombard street è, secondo noi, una “sola” ma è forse l’unica cosa vista poco emozionante. Bella e non così esclusivamente turistica, la gita sul cable car; mezzo funzionale per spostarsi, utilizzato anche dai locali abbastanza frequentemente. I “controllori” sono tutti dei mezzi pazzi simpaticissimi. Hanno una battuta pronta per tutti. Se avete zaini in spalla (tipo quelli fotografici), preparatevi ad un “ehi man!” con il quale vi inviteranno, non così gentilmente, a togliervi lo zainetto in modo da riuscire ad ammassare nell’angusto spazio dei balconcini posteriore e anteriore, il maggior numero di persone.
Consiglio per 10 minuti da orgasmo gastronomico: Ghirardelli Square, ex fabbrica di cioccolato italiano, trasformata in centro commerciale. C’è un negozio che spaccia (quella è davvero droga) dei muffin straordinari ripieni di cioccolato fuso o di ogni altra crema. Sono davvero una prelibatezza, andateci!!!
Alcatraz: se ci andate il mattino verso le 9.30 avrete sicuramente la possibilità di prendere il traghetto di mezz’ora o giù di li. NON PRENOTATE DALL’ITALIA O IN HOTEL!!! La gita in traghetto andata e ritorno, compreso audio tour in lingua italiana, costa 56 $ in due. Dall’italia ce ne avevano chiesti 130….euro….in Hotel 100 dollari….lasciamo stare!
Non prendetevi una guida, è inutile. Arrivate, salite fino all’edificio principale. Vi troverete in men che non si dica con le cuffie alle orecchie; buona visita!
Non pranzate né cenata da MC Donald o Burger King o altre catene. San Francisco è piena zeppa di ristornanti dove mangiare ottimi hamburger o bistecche, oltre a degli ottimi ristornantini cinesi….occhi chiusi sull’igiene però;)
Dall’aeroporto al centro città, una corsa in taxi con bagagli viene più o meno 40 dollari più 5 dollari di mancia. Senza bagagli bastano di solito 35 dollari tutto compreso.
Occhio se avete una macchina a nolo: parcheggiate ma fate attenzione al giorno di lavaggio della strada: potreste incorrere in una multa salata se la lasciate lì il giorno “sbagliato”. Ah, ricordate di guardate la vostra corsia, nell’altra il giorno di lavaggio potrebbe essere differente.
Ci sono molti homeless in città, tutti pressoché innocui, ci si fa subito l’abitudine e non pregiudicano in nessun modo la bellezza di certi scorci.
Visto che questo è un blog di fotografia, vi posso dire che i soggetti più interessanti rimangono a mio avviso le strade che caratterizzano questa città. Affascinante la nebbia che ricopre le punte dei grattacieli più alti. Non perdetevi l’occasione di un giro in market street e china town verso il tramonto: se ne avete la fortuna vi troverete davanti una luce magnifica che si perde nei riflessi dei vetri, unica!
Un po’ di scatti li trovate qui, gli altri saranno presto in un album di flikr raggiungibile cliccando a lato di questa pagina sulle altre foto flikr

Autore: Alessandro Piazza

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Canon 5d MkII, un sogno diventato realtà


Vi scrivo queste righe dopo avere “assaggiato” per la prima volta la Canon 5D MkII dell’amico (e maestro) Raffaello Di Lorenzo. Prima di tutto una nota individuale: Raf, ti invidio e prima o poi ti sottrarrò con l’inganno quell’aggeggio meraviglioso. Ora sono pronto a parlarvene.
Partiamo dal presupposto che ho una Canon 40D e la mia comparazione si basa sulle principali differenze fra i due modelli.
A primo impatto la macchina appare di dimensioni non esagerate. Confrontandola, la 40D non sfigura affatto sebbene la 5D sia di poco più grande. Il peso è davvero piuma, praticamente in mano non si sente quasi la differenza se non dopo alcuni minui. Esteticamente le due macchine si somigliano molto. Ampiezza dello schermo identica ma risoluzione nettamente a favore della 5d. Riproduce i colori in modo impeccabile con molti dettagli e tonalità più fedeli. Il selettore di modalità è identico con le consuete tre posizioni personalizzabili. Personalizzabile è anche il menù interno che prevede la possibilità, su entrambe i modelli, di selezionare un buon numero di funzioni “preferite”. Anche la 40D è dotata di live view come la 5d che però, grazie alla risoluzione dello schermo maggiore, lo fa adoperare meglio, simulando in maniera egregia l’esposizione.
Le vere differenze si notano vedendo il raw dopo lo scatto. I mega pixel dell’immagine sono doppi rispetto alla 40D con un sensore full frame di dimensioni maggiori. Il dettaglio del file che ne consegue come la sua dimensione è semplicemente impressionante. Essendo un FF, a partità di focale si ha un’ampiezza di campo maggiore rispetto alla 40D. Ha dell’incredibile l’assenza di rumore ad alti ISO…si scatta tranquillamente a 1200 e più fino a raggiungere la cifra impressionante di 25.600 ISO. La mia piccina si ferma invece 1600 estendibili a 3200 ma è veramente sfruttabile solamente fino a 800. Già a 1000 il rumore è parecchio mentre a 1600 e 3200 praticamente ingestibile.
La velocità di scatto è impressionante.
C’è poi un mondo nuovo: quello dei video HD. Possiedo una CANON HG20 HD con una qualità d’immagine notevole ma non paragonabile a quella della 5d MkII; il tutto grazie alle ottiche che su una 5d saranno sempre o quasi, dei Canon serie L. Si zumma manualmente, la velocità di messa a fuoco è notevole e la precisione in manuale è anch’essa degna di nota.
Nel complesso questa 5D MkII mi ha lasciato veramente sbalordito e, forse, un progettino di passaggio al FF in futuro lo farò.

Autore: Alessandro Piazza

Recensione Sigma 10-20 f 3.5-5.6


Facciamo quattro chiacchere oggi su un’ottica grandangolare che conosco molto bene e che utilizzo da circa un anno e mezzo. Parlo del Sigma 10-20, ottica grandangolare spinta molto versatile e di buona costruzione.
Note dolenti: sicuramente un paraluce con plastiche così così, un sistama di chiusura del tappo non molto pratica che spesso lo fa saltare via se non si fa attenzione e qualche problema di front e back focus che ogni tanto qualche esemplare ha.
La Sigma è tristemente famosa per la difettosità abbastanza elevata delle sue ottiche e quindi vi imbatterete molto spesso in forum in cui si dibatte su questo aspetto e dove si parla di trovare “l’esemplare fortunato”. Dire che questo non è vero di fronte a l’imponente molte di commenti e segnalazioni in tal senso sarebbe forviante. Tuttavia sottolineo che, facendo attenzione ad avere la garanzia MAMIYA rossa (2 anni) o almeno quella internanzionale sempre MAMIYA (1 anno del costrutture e uno del rivenditore), ci si mette al riparo da molte problematiche. Il servizio clienti è sufficientemente puntuale e provvederà alla riparazione o sostituzione dell’ottica. Certo, provare l’ottica prima di acquistara sarebbe un ottimo modo di risolvere molti dei problemi possibili….
Ciò considerato, parliamo di qualità d’immagine. Per quello che mi riguarda devo dire che le immagini risultano ben nitide non solo nella zona centrale, pur con le limitazioni evidenti di ottiche grandangolari come questa che distorcono comunque l’immagine ai lati. Su un FF questo potrebbe essere ancora più evidente così come la vignettatura ma quest’ottica è costruita solo per APSC.
Personalmente adoro queste distorsioni di linee ed anche l’imprecisione e la vignettatura ai lati tanto da fare di quest’ottica la mia preferita in assoluto. La resa sul cielo è spettacolare, la distorsione lo rende molto dinamico ed accentua moltissimo la sensazione di ampiezza degli spazi.
Il sistema di messa a fuoco di questo Sigma è soddisfacente e veloce. La resa migliore secondo me è a diframma abbastanza chiuso, direi verso un valore 10 ma ci sono molte recensioni online dalle quali potrete evincere questi dati se vi interessano.
Il peso non è così contenuto ed anche le dimensioni pur non potendo parlare di certo di un’ottica ingombrante. Il paraluce fornito di serie è molto comodo anche se di una plastica un po’ porosa; va assolutamente tolto in caso di utilizzo con il flash.
L’ottica soffre un po’ nel controluce ma anche qui si può “usare” questo difetto a proprio vantaggio. Pragonato ad altre ottiche simili, tipo il canon 10-22 direi che non sfigura affatto. Nel controluce si dimostra migliore, pesa leggermente di più del Canon ma distorce meno, è leggermente più nitido e appare più solido. Le differenze non sono abissali, anzi, sono di poco conto ma i 140 euro circa che potete risparmiare fanno del Sigma l’ottica che vi consiglio.
Spero la recensione vi sia stata utile; alla prossima;)

Autore: Alessandro Piazza

Le foto “delle vacanze”: cosa evitare…


Siamo in pieno periodo di ferie estive e, come sempre, tutti vorranno portarsi a casa un ricordo dell’estate passata per rendere meno freddo l’inverno che verrà. Ed allora libero sfogo allo scatto selvaggio con telefonini, compatte, bridge e reflex per immortalare ogni secondo passato al mare od in montagna.
Ci sono però delle piccole regole che, se seguite, potranno evitare che i vostri ospiti evitino di rispondere al vostro invito a cena per vedere “le foto del mare” con una scusa qualunque tipo “Ci spiace ma dobbiamo partire per Marte a bordo di una sonda sperimentale della NASA per vedere quanto l’uomo sopravvive nello spazio…”
Veniamo alla “lista” della spesa anti suicidio di massa:
– Per prima cosa, evitate di fotografare in spiaggia il mare nelle ore più assolate e magari controluce. Questo genere di fotografia è quanto mai sconveniente, la luce è orrenda e tenderà a “bruciare” tutte le parti luminose dando poca profondità e contrasto agli oggetti ed alle persone. La luce migliore è al mattino presto o al tramonto.
– Se volete bene a vostro figlio, e son che glie ne volete, non fotografatelo dall’alto verso il basso creando quello “splendido” effetto “alieno” dalla testa enorme e dal corpo invisibile. Abbassatevi alla sua altezza, è molto meglio.
– La classica foto, spiaggia, mare, cielo, sole è ormai un grande classico. Evitate però di: fotografare con solo a picco mandando in una comunità terapeutica l’esposimetro, di tenere l’orizzonte perfettamente al centro del fotogramma (portatelo nel terzo superiore od inferiore del fotogramma).Per aiutarvi a comporre meglio l’immagine, aiutatevi facendo apparire la griglia sul display che divide il fotogramma in terzi. Vi servirà anche per mantenere dritto l’orizzonte.
– Se il soggetto vi interessa fate più di uno scatto. Girategli attorno, abbassatevi o alzatevi, fotografate in orizzontale ed in verticale e vedete poi quale scatto risulta più azzeccato. Una cosa è però fondamentale: quando le fate vedere poi agli amici, evitategli i 40 che avete scartato, uno o due possono bastare.
– Non fatevi prendere dalla sindrome ossessivo compulsiva da scatto selvaggio. Non tutti i secondi della vostra vacanza sono così tremendamente interessanti da meritare una 50 di scatti. Provate a pensare a perché state scattando quella foto ancor prima di farla. Uno scatto in meno ma d’impatto;)
– Se la luce è scarsa e non avete un cavalletto o un appoggio, è inutile scattare. Le vostre compatte o le vostre ottiche potranno pure essere stabilizzate, ma non compiono ancora miracoli. In più, se scattate di notte e lasciate tutto in automatico, il valore ISO salirà parecchio restituendovi fotogrammi di qualità bassa.
Questi sono solo alcuni consigli per migliorare la qualità delle vostre fotografie e renderle meno banali. Se ci metterete un pochino di impegno vedrete che i risultati si vedranno da subito.